Definizione del problema e tentate soluzioni
Conoscendo il funzionamento del problema nel presente - e i tentativi messi in atto per risolverlo - è possibile mettere a punto un intervento ben definito orientato ad invertire il circolo vizioso di problema e tentate soluzioni che lo alimentano
Obiettivi condivisi e concreti
E' fondamentale stabilire insieme, in modo pragmatico e realistico, quale sia il punto di arrivo del percorso e quindi i cambiamenti attesi, perché senza una meta non è possibile tracciare la rotta
Strumenti operativi pratici
Per innescare un vero cambiamento è necessario cominciare ad agire in modo diverso grazie a indicazioni di comportamento concrete costruite sulla base della specifica situazione trattata
Il Problem Solving Strategico è un metodo rigoroso per trovare soluzioni a problemi, secondo le fasi che si seguono all’interno dei processi di ricerca scientifici. Il Problem Solving rappresenta la «tecnologia per trovare soluzioni», ovvero i metodi che permettono di raggiungere obiettivi specifici.
L’obiettivo del problem solver strategico è quindi quello di cercare la soluzione e non la spiegazione. Sono infatti le soluzioni che spiegano i problemi e non viceversa. Concentrare il lavoro su ciò che non ha funzionato e continua a non dare risultati, così come ciò che ha funzionato e potrebbe essere ancora efficace fa sì che l’attenzione sia sempre focalizzata sulle attuali dinamiche di persistenza e cambiamento del problema, invece che sulle cause passate, relative alla sua formazione.
Definire in maniera attenta e pragmatica il problema, indagando come si manifesta e chi coinvolge.
Questo garantisce un procedimento rigoroso, al sicuro dall’influenza delle mie idee pregresse e da interpretazioni fuorvianti.
Dopo aver definito nella maniera più concreta e completa il problema, si procede con la definizione dell’obiettivo da raggiungere, ovvero i cambiamenti concreti che, una volta realizzati, farebbero affermare che il problema è stato risolto.
Si identificano sia le soluzioni funzionali che quelle disfunzionali messe in atto per risolvere il problema in questione mantenendo il focus sulla dinamica concreta che mantiene un problema o che, viceversa, lo può cambiare.
Questa tecnica permette alla mente di creare una spontanea reazione avversiva e di evitamento verso i comportamenti peggiorativi. Spingendo la mente in quella direzione, si apre la possibilità di trovare soluzioni alternative.
La tecnica permette di definire le caratteristiche della situazione ideale dopo aver realizzato il cambiamento e di identificare gli atti da compiere per superare il problema, spostando l’attenzione dal presente problematico al futuro senza problema.
Partire dall’obiettivo da raggiungere per giungere al punto di partenza, frazionando l’obiettivo in una serie di micro-obiettivi, permette di costruire una strategia efficace ed efficiente per affrontare problemi complessi da risolvere.
La terapia breve strategica rappresenta l’applicazione del Problem Solving Strategico in ambito clinico e si contraddistingue dalle forme tradizionali di psicoterapia perché permette di sviluppare interventi basati su obiettivi prestabiliti, sulle caratteristiche specifiche del problema e sulla persona che porta il problema.
Ogni patologia viene considerata come un equilibrio disfunzionale da trasformare in funzionale. La disfunzionalità è sorretta da una dinamica che si autoalimenta, quale effetto dell’esasperazione e dell’irrigidimento di strategie adattive che si trasformano in disadattive, ovvero le «tentate soluzioni disfunzionali» che complicano il problema anziché risolverlo. L’intervento terapeutico è rappresentato da manovre in grado di interrompere tali controproducenti circoli viziosi sovvertendo la logica interna al problema riorientandola verso la sua soluzione.
La psicopatologia viene analizzata come un problema da risolvere, e non come una malattia da guarire nel senso biologico del termine.
Il cambiamento terapeutico avviene attraverso esperienze emozionali correttive che concretamente fanno sperimentare al soggetto di poter fronteggiare ciò che crede di non essere capace di fare. La soluzione del problema, si ottiene pertanto attraverso strategie e stratagemmi in grado di far cambiare alla persona le proprie tentate soluzioni disfunzionali per indurla a sperimentare concretamente il cambiamento terapeutico. Attraverso questo lavoro il paziente modifica effettivamente la percezione delle cose che lo bloccavano nella patologia.
La Psicoterapia Breve Strategica utilizza protocolli di trattamento specifici per gran parte delle forme di disturbo psichico e comportamentale.
“Il fatto che le psicopatologie possano essere decisamente sofferte e persistenti da anni non significa che la terapia debba essere altrettanto sofferta e prolungata nel tempo”, G. Nardone
Nonostante ci siano differenze significative nella durata dei singoli interventi, il mio obiettivo è sempre quello di raggiungere il risultato nel minor tempo possibile, guidato dalla convinzione che se un intervento funziona, deve produrre cambiamenti significativi nel breve termine.
Per questo motivo mi prendo al massimo 10 sedute di tempo per verificare che il lavoro funzioni e il cambiamento si verifichi. Se la persona percepisce l’esperienza del cambiamento, il trattamento può procedere fino a risoluzione completa del problema, in caso contrario viene interrotto per non diventare esso stesso parte del problema.