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Insonnia cronica: gli errori più comuni

Quando il problema non è solo dormire poco

Molte persone che soffrono di insonnia cronica iniziano progressivamente a:

  • preoccuparsi continuamente del sonno,
  • controllare continuamente l’orario,
  • modificare le proprie abitudini,
  • evitare attività serali,
  • vivere l’arrivo della notte con ansia crescente.

Con il tempo il cervello associa il letto e la notte a percezioni negative:

  • tensione fisica e mentale,
  • tentativi di controllo,
  • paura di non dormire,
  • iperattivazione mentale.

Così l’insonnia si mantiene anche quando la stanchezza è molto forte, ma la mente è completamente assorta nell’impegno a combatterla, alimentando il problema.

Gli errori più frequenti nell’insonnia

Come ogni volta che ci troviamo di fronte ad un problema, queste persone cercano di risolverlo applicando dei cambiamenti nei propri comportamenti:

  • andando a letto prima,
  • sforzandosi di dormire,
  • restando molte ore nel letto,
  • controllando continuamente il sonno,
  • cercando di “recuperare” durante il giorno.

Questi tentativi sembrano logici, razionali, ma mantengono il cervello focalizzato sul problema rendendolo sempre più vero e difficile da risolvere.

Il controllo peggiora il sonno

Alcuni comportamenti tipici di chi soffre di insonnia cronica sono:

  • guardare continuamente l’orologio,
  • controllare se si sta addormentando,
  • monitorare ogni sensazione fisica,
  • temere le conseguenze del giorno dopo,
  • cercare di forzare il sonno.

Ma il sonno è un processo spontaneo e più il cervello cerca di controllarlo, più resta attivo, allontanando il momento in cui il sonno riesce a sopraggiungere.

I pensieri più frequenti

Molte persone cominciano a rimuginare sul problema sempre più spesso:

“Se non dormo domani non funzionerò”
“Devo assolutamente dormire”
“Più passa il tempo peggio sarà”
“Non riesco più a spegnere il cervello”
“La notte sta diventando un incubo”

Questi pensieri aumentano:

  • ansia,
  • iperattivazione,
  • tensione,
  • paura della notte.

Il circolo che mantiene l’insonnia cronica

Il meccanismo che avvia il circolo vizioso dell’insonnia funziona così:

  • compare una difficoltà di sonno,
  • compare la paura di non dormire,
  • cresce il controllo mentale,
  • il cervello entra in allerta,
  • aumenta l’attivazione,
  • il sonno diventa ancora più difficile.

Così il problema si ripete, notte dopo notte, condizionando in maniera sempre più evidente la vita quotidiana.

Quando la stanchezza invade tutta la giornata

Con il tempo molte persone iniziano a:

  • sentirsi esauste,
  • avere difficoltà di concentrazione,
  • irritarsi facilmente,
  • vivere le serate con paura,
  • pensare continuamente al sonno.

L’insonnia finisce così per occupare gran parte della giornata, anche fuori dal letto.

Perché “combattere l’insonnia” spesso non funziona

Le strategie di soluzione maggiormente utilizzate contro l’insonnia:

  • aumentano il controllo,
  • mantengono l’attenzione sul sonno,
  • fanno percepire la notte come una minaccia.

Più il cervello teme di non dormire, più resta vigile. E un cervello vigile fatica ad addormentarsi.

Come può aiutare la Psicoterapia Breve Strategica

La Psicoterapia Breve Strategica lavora sui meccanismi che mantengono:

  • insonnia cronica,
  • paura di non dormire,
  • controllo mentale,
  • ansia notturna,
  • iperattivazione del cervello.

L’obiettivo è aiutare la persona a interrompere progressivamente il circolo tra paura, controllo e insonnia.

Quando chiedere aiuto

Se l’insonnia cronica sta influenzando energia, concentrazione, lavoro o qualità della vita, intervenire precocemente può aiutarti a recuperare serenità e qualità del sonno.

Nel mio studio mi occupo di:

  • insonnia,
  • ansia,
  • stress mentale,
  • attacchi di panico,
  • ossessioni e controllo mentale.

Ricevo presso Studio Action, a Ponte Ronca di Zola Predosa, vicino a Casalecchio di Reno e Valsamoggia, e online.

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