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Pensieri intrusivi: perché non riesco a togliermeli dalla testa

Quando un pensiero diventa una trappola mentale

Molte persone convivono con pensieri che compaiono improvvisamente e sembrano impossibili da controllare. Possono essere immagini, dubbi, impulsi o domande continue come:

“E se facessi del male a qualcuno?”
“E se perdessi il controllo?”
“E se stessi impazzendo?”
“E se non amassi davvero il mio partner?”
“Perché continuo a pensare questa cosa?”

Più la persona cerca di eliminare questi pensieri, cercando risposte razionali e rassicuranti, più questi pensieri sembrano tornare con forza.

Ed è proprio questo il circolo vizioso che prima crea, poi alimenta il problema.

Cosa sono i pensieri intrusivi

I pensieri intrusivi sono pensieri spontanei, indesiderati e spesso percepiti come sgradevoli, che irrompono nella mente in modo automatico e ripetitivo.

Spesso vengono vissuti come:

  • incontrollabili,
  • disturbanti,
  • assurdi,
  • incompatibili con la propria personalità.

Per questo motivo molte persone si spaventano e iniziano a chiedersi:

“Se penso questa cosa significa che la voglio davvero?”
“Potrei perdere il controllo?”
“Perché il mio cervello continua a produrre questi pensieri?”

In realtà il problema non risiede tanto nella sgradevolezza, o comunque nel tipo di contenuto del pensiero, quanto nel rapporto che si crea tra le persona e il pensiero stesso.

Perché più cerchi di controllarli più aumentano

Alcune delle strategie più comuni utilizzate dalle persone per combattere contro questi pensieri sono:

  • cercare di scacciare il pensiero,
  • rassicurarsi,
  • analizzare continuamente ciò che si pensa,
  • controllare la propria mente,
  • evitare certe situazioni,
  • verificare di essere “normali”.

Ma più la mente cerca di non pensare qualcosa, più continua a monitorarla. Pensare di non pensare è pensare! Quindi più si cerca di non pensare un pensiero e più il pensiero diventa presente e… pressante.

È un paradosso molto frequente:
più tenti di controllare i pensieri, più i pensieri sembrano controllare te.

Il bisogno di rassicurazione alimenta il problema

Un’altra soluzione applicata dalle persone che si trovano in questa situazione è la ricerca di rassicurazioni. Molti infatti iniziano a:

  • cercare informazioni online,
  • chiedere continue conferme,
  • confessare i propri pensieri,
  • analizzare ogni emozione,
  • confrontarsi continuamente con gli altri.

Questi tentativi danno un sollievo temporaneo, ma ogni ricerca di rassicurazione rinforza l’idea che quei pensieri siano davvero pericolosi. La paura aumenta e con essa la necessità di ricevere rassicurazioni sempre maggiori.

Rassicurazione dopo rassicurazione, il circolo vizioso alimenta il problema e costringe la persone ad una perenne battaglia contro la propria mente.

Quando i pensieri diventano il centro della vita

Con il tempo la battaglia contro i pensieri intrusivi ottiene il risultato di alimentare i pensieri intrusivi stessi che, battaglia dopo battaglia, possono arrivare ad occupare la mente per l’intera giornata.

La persona può arrivare al punto di rimanere continuamente in allerta:

  • controllando continuamente cosa pensa,
  • evitando certe situazioni che potrebbero innescare cerchi pensieri,
  • temendo di perdere il controllo da un momento all’altro,
  • vivendo con vergogna o paura.

Molti iniziano anche a dubitare di sé stessi e della propria identità, ma in realtà, il fatto stesso che quei pensieri spaventino così tanto indica quanto siano lontani dai veri desideri della persona.

Come può aiutare la psicoterapia breve strategica

La psicoterapia breve strategica lavora sui meccanismi che mantengono il rapporto disfunzionale con i pensieri intrusivi, mantenuto e alimentato dai tentativi di soluzione disfunzionali messi in atto dalla persona per difendersi dal problema.

L’obiettivo non è “convincersi” che il pensiero non esista, ma interrompere progressivamente quei tentativi di soluzione che non risolvono il problema ma lo alimentano:

  • il controllo mentale continuo,
  • la ricerca compulsiva di rassicurazioni,
  • il monitoraggio dei pensieri,
  • gli evitamenti.

Quando il cervello smette di trattare quei pensieri come un pericolo da combattere continuamente, spesso la loro intensità diminuisce progressivamente.

Quando chiedere aiuto

Se i pensieri intrusivi stanno occupando gran parte della tua giornata, creando paura, vergogna o bisogno continuo di controllo, intervenire precocemente può aiutarti a interrompere il circolo che mantiene il problema.

Nel mio studio mi occupo di:

  • ossessioni,
  • DOC,
  • pensieri intrusivi,
  • ansia,
  • paure e attacchi di panico.

Ricevo a Zola Predosa, vicino a Bologna e Casalecchio di Reno, e online.

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