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Perché più cerchi rassicurazioni più aumentano i dubbi

Quando il bisogno di conferme non basta mai

Molte persone che soffrono di ansia o pensieri ossessivi sentono un bisogno continuo di rassicurazione.

Chiedono ad amici e confidenti:

“Secondo te è normale?”
“Ma quindi non sto impazzendo?”
“Pensi che io ami davvero il mio partner?”
“Secondo te può succedere davvero?”
“Sei sicuro che non sia grave?”

Per qualche minuto le rassicurazioni ricevute riescono a tranquillizzare ma poi però il dubbio ritorna e spesso ritorna ancora più forte.

Il meccanismo che mantiene il dubbio

Quando una persona cerca continuamente rassicurazioni, un subdolo messaggio comincia ad insinuarsi nella sua mente diventando di volta in volta più certo:

“Se ho bisogno di rassicurarmi, allora forse il pericolo esiste davvero.”

In questo modo ogni dubbio diventa come un’emergenza da risolvere immediatamente ed ogni paura diventa sempre più reale. La persona a questo punto incrementa i comportamenti atti a rassicurarsi:

  • controlla,
  • analizza,
  • chiede conferme,
  • cerca risposte online,
  • confronta continuamente ciò che prova.

Ma ad ogni tentativo di raggiungere la certezza assoluta, il cervello continua a produrre nuovi dubbi. E il circolo ricomincia.

Perché il sollievo dura pochissimo

Le rassicurazioni funzionano, ma solo come un calmante momentaneo.

Alcuni comportamenti, come per esempio:

  • chiedere conferma a qualcuno,
  • leggere forum,
  • fare test online,
  • controllare sintomi,
  • parlare continuamente del problema,

nel breve periodo, nell’immediato, riducono l’ansia, ma nel lungo periodo non risolvono il problema e aumentano la dipendenza dal bisogno di conferma e rassicurazione.

Facendo in questo modo il cervello non impara mai a tollerare il dubbio, ad accettare una perdita di controllo e, cosa fondamentale, a rassicurarsi in modo autonomo. Non c’è miglior modo di rassicurarsi che rassicurarsi da soli.

Il controllo mentale alimenta il problema

Le soluzioni comunemente applicate dalle persone in queste situazioni sono tutte orientate al tentativo di controllare continuamente:

  • le proprie emozioni,
  • i pensieri,
  • le sensazioni fisiche,
  • le reazioni del partner,
  • i segnali del corpo.

L’attenzione costante rende la persona molto sensibile a queste percezioni ed ogni minima variazione viene interpretata come significativa. Questo meccanismo è in grado di amplificare anche dubbi normali, comuni, che però in queste condizioni diventano ossessioni molto invasive.

Più la mente controlla, più rimane intrappolata nel problema. Più si cerca di controllare tutto e più, inevitabilmente, si perde il controllo su tutto.

Quando il dubbio occupa tutta la giornata

Con il tempo il circolo vizioso stringe sempre di più il cappio e il bisogno di rassicurazioni può diventare continuo.

In questi casi generalmente la persona:

  • pensa continuamente al problema,
  • fatica a concentrarsi,
  • vive costantemente in allerta,
  • cerca certezze impossibili,
  • teme di sbagliare e non prende decisioni,
  • perde spontaneità nelle relazioni e nella vita quotidiana.

Il vero problema non è il dubbio iniziale, ma il tentativo incessante di eliminarlo completamente: il tentativo di rispondere con certezza a domande che non possono avere una risposta certa.

Il paradosso delle rassicurazioni

Più cerchi di sentirti sicuro, più il cervello resta focalizzato sul pericolo. E’ un livello subdolo di comunicazione con se stessi: se vivi sempre in allarme ti convincerai di essere sempre in pericolo.

È un meccanismo paradossale che innesca un circolo vizioso molto comune nei disturbi ossessivi e nell’ansia:

  • più controlli,
  • più analizzi,
  • più chiedi conferme,
  • più il dubbio cresce.

Per questo molte persone che vivono questo tipo di esperienza si sentono intrappolate in un circolo che sembra non finire mai.

Come può aiutare la psicoterapia breve strategica

La psicoterapia breve strategica lavora sui meccanismi che mantengono il bisogno compulsivo di rassicurazione:

  • controllo,
  • verifiche,
  • richieste continue di conferma,
  • monitoraggio mentale,
  • evitamenti.

L’obiettivo è aiutare la persona a interrompere progressivamente queste strategie disfunzionali e recuperare un rapporto più libero con il dubbio e con le proprie emozioni: imparare che il massimo del controllo si può esercitare solo accettando di lasciarlo andare quando esercitarlo non è possibile.

Quando chiedere aiuto

Se senti il bisogno continuo di rassicurarti, controllare o chiedere conferme per calmare ansia e dubbi, intervenire precocemente può aiutarti a interrompere il circolo vizioso che potrebbe aggravare il problema.

Nel mio studio mi occupo di:

  • DOC,
  • pensieri intrusivi,
  • ansia,
  • ossessioni,
  • attacchi di panico,
  • problemi relazionali.

Ricevo a Zola Predosa, vicino a Bologna e Casalecchio di Reno, e online.

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