Attacco di panico: sintomi fisici più comuni
Quando il corpo sembra perdere il controllo
Molte persone che soffrono di attacchi di panico raccontano la stessa sensazione:
“Ho pensato di avere un infarto”,
“Credevo di morire”,
“Mi mancava l’aria”,
“Il cuore batteva fortissimo”.
Un attacco di panico può comparire all’improvviso, anche in momenti apparentemente tranquilli, e coinvolgere il corpo in modo così intenso da far subito pensare a un grave problema fisico.
In realtà, spesso il problema non è il corpo in sé, ma il modo in cui la mente entra in allarme e cerca disperatamente di riprendere il controllo.
I sintomi fisici più frequenti dell’attacco di panico
Durante un attacco di panico possono comparire:
- tachicardia improvvisa,
- fiato corto,
- sensazione di soffocamento,
- vertigini,
- tremori,
- sudorazione,
- nausea,
- nodo alla gola,
- formicolii,
- pressione al petto,
- paura di svenire,
- paura di impazzire,
- sensazione di irrealtà.
Molte persone iniziano così a monitorare continuamente il proprio corpo, controllando battito cardiaco, respiro e sensazioni fisiche.
Ed è proprio per questo motivo che spesso il problema si mantiene e viene alimentato.
Perché più controlli il corpo più aumenta la paura
Uno dei meccanismi più frequenti negli attacchi di panico è il tentativo di controllo delle proprie reazioni fisiologiche.
La persona cerca di:
- respirare “bene”,
- calmarsi,
- controllare il cuore,
- evitare certe situazioni,
- prevedere eventuali sintomi.
Ma più la persona prova a controllare il panico, più aumenta l’attenzione verso i segnali corporei. Più il corpo viene “osservato”, più ogni minima sensazione diventa minacciosa e si amplifica.
Si crea così un circolo vizioso:
- sento un sintomo,
- mi allarmo,
- cerco di controllarlo,
- aumenta la paura,
- il sintomo cresce.
Gli evitamenti che alimentano il problema
Con il tempo molte persone iniziano ad utilizzare strategie per scongiurare la paura di avere un attacco di panico:
- evitare luoghi affollati,
- non guidare più,
- evitare di stare sole,
- portare sempre con sé farmaci o acqua,
- uscire solo accompagnate.
Questi tentativi di soluzione, seppur danno un sollievo momentaneo dal problema, rinforzano l’idea che il pericolo sia reale, alimentando la paura. Ad ogni evitamento, ad ogni richiesta di aiuto, la paura della paura diventa sempre più reale e il panico diventa sempre più presente.
Come si può interrompere il circolo del panico
Nella psicoterapia breve strategica il lavoro non si concentra soltanto sul “capire” l’origine del problema, ma soprattutto sul modificare i meccanismi che lo mantengono attivo nel presente.
Molto spesso il cambiamento avviene quando la persona smette progressivamente di combattere contro le proprie sensazioni e interrompe le strategie disfunzionali di controllo e evitamento.
L’obiettivo non è eliminare ogni paura, ma uscire dal sistema che alimenta continuamente l’allarme.
Quando chiedere aiuto
Se gli attacchi di panico stanno limitando la tua vita, il lavoro, le relazioni o la libertà personale, intervenire precocemente può evitare che il problema si strutturi ulteriormente.
Nel mio studio lavoro con persone che soffrono di:
- ansia,
- attacchi di panico,
- paure,
- ossessioni,
- ansia da controllo.
Ricevo a Zola Predosa, vicino a Bologna e Casalecchio di Reno, e online.
