Pensieri continui prima di dormire
Quando il cervello si attiva proprio di notte
Molte persone riferiscono di stare relativamente bene durante il giorno, mentre sono impegnati al lavoro o durante le altre attività della giornata, ma appena si sdraiano nel letto la mente si attiva e cominciano a rimuginare:
- analizzano problemi,
- ricordano situazioni,
- immaginano scenari futuri,
- si preoccupano per il giorno dopo.
Il momento del sonno, nel quale sarebbe il momento di rilassarsi per potersi addormentare, diventa il momento in cui il cervello si attiva di più e tra le persona e il cervello si instaura una battaglia.
Perché i pensieri aumentano la sera
Durante il giorno le persone sono attivamente impegnate in molteplici attività nelle quali la mente è spesso occupata:
- lavoro,
- commissioni,
- attività quotidiane,
- distrazioni continue.
Quando arriva il silenzio della sera, la mente non è più focalizzata su un compito e le preoccupazioni diventano improvvisamente più presenti sulla scena mentale.
Il cervello entra in uno stato di iperattivazione, controllo mentale e allerta continua.
I pensieri più frequenti prima di dormire
Chi soffre di insonnia o ansia notturna spesso riferisce frasi del tipo:
“Non riesco a spegnere la mente”
“Continuo a pensare a tutto”
“Più provo a dormire più resto sveglio”
“Devo assolutamente addormentarmi ma non riesco”
“Domani sarò distrutto”
Il controllo peggiora il sonno
Le persone che sperimentano questa condizione mettono in atto alcuni comportamenti caratteristici:
- controllare continuamente l’orario,
- sforzarsi di dormire,
- cercare di bloccare i pensieri,
- monitorare ogni sensazione corporea,
- preoccuparsi per il giorno dopo.
Ma più il cervello cerca di controllare il sonno, più resta attivo e il momento in cui ci si riesce ad addormentare si allontana sempre di più. Il sonno infatti funziona spontaneamente e non può essere forzato.
Quando la paura di non dormire mantiene il problema
Dopo le prime esperienze di insonnia, molte persone iniziano a sviluppare delle paure:
- paura di restare sveglie,
- paura di non recuperare energie,
- paura di perdere lucidità,
- paura di non riuscire a lavorare il giorno dopo.
Il letto viene progressivamente associato ad esperienze negative e diventa il momento:
- dell’ansia,
- dei tentativi di controllo,
- della tensione mentale.
Il circolo che mantiene i pensieri notturni
Il meccanismo che alimenta il rimuginio serale funziona a grandi linee così:
- i pensieri affollano la mente,
- cresce la paura di non riuscire ad addormentarsi,
- il cervello entra in allerta,
- crescono i tentativi di controllo mentale,
- aumenta l’attivazione,
- il sonno diventa ancora più difficile.
Più si tenta di spegnere la mente, più il cervello continua a produrre pensieri. Più si cerca di non pensare e più i pensieri ritornano.
Come può aiutare la psicoterapia breve strategica
La psicoterapia breve strategica lavora sui meccanismi che mantengono:
- insonnia,
- pensieri continui,
- controllo mentale,
- paura di non dormire,
- ansia notturna.
L’obiettivo è aiutare la persona a interrompere progressivamente il circolo tra paura, controllo e iperattivazione mentale.
Quando chiedere aiuto
Se i pensieri continui prima di dormire stanno aumentando insonnia, ansia o stanchezza mentale, intervenire precocemente può aiutarti a interrompere il circolo che mantiene il problema.
Nel mio studio mi occupo di:
- insonnia,
- ansia,
- attacchi di panico,
- stress mentale,
- ossessioni e controllo mentale.
Ricevo presso Studio Action, a Ponte Ronca di Zola Predosa, vicino a Casalecchio di Reno e Valsamoggia, e online.
