Ansia e bisogno di controllo: il circolo che mantiene il problema
Quando il bisogno di controllo diventa una trappola
Molte persone che soffrono di ansia sentono il bisogno continuo di:
- controllare situazioni,
- prevedere problemi,
- evitare errori,
- monitorare il corpo,
- controllare emozioni e pensieri.
All’inizio questi tentativi sembrano aiutare a sentirsi più sicuri. Ma col tempo il cervello entra in uno stato di allerta costante e nessun tentativo volto a rassicurarsi ha più effetto.
Perché il controllo aumenta l’ansia
Quando una persona controlla continuamente:
- il battito,
- il respiro,
- i pensieri,
- le reazioni degli altri,
- ciò che potrebbe andare storto,
il cervello interpreta tutto questo come il segnale che esista davvero un pericolo importante, qualcosa da cui difendersi con forza e determinazione.
Così aumenta:
l’attenzione verso il problema,
la tensione fisica e mentale,
la paura,
il bisogno di controllo.
E il circolo si rinforza: la persona percepisce i segnali come sempre più preoccupanti e aumenta i tentativi di controllo che retroagiscono sulla percezione stessa dei segnali, aggravandoli.
I sintomi più frequenti
Chi vive questo tipo di problema può sperimentare:
- tensione continua,
- pensieri ripetitivi,
- iperattivazione mentale,
- tachicardia,
- insonnia,
- irritabilità,
- difficoltà a rilassarsi,
- paura dell’incertezza.
Molte persone riferiscono:
“Se non controllo mi sentirò peggio”
“Devo avere tutto sotto controllo”
“Non riesco a tollerare l’incertezza”
Il controllo mentale e fisico
Il bisogno di controllo può riguardare sia le componenti fisiche che mentali:
- il corpo,
- le emozioni,
- il sonno,
- la relazione di coppia,
- il lavoro,
- i pensieri,
- la salute.
Più il cervello cerca di eliminare completamente il rischio, più resta focalizzato sul pericolo.
Il circolo che mantiene il problema
Il circolo vizioso che alimenta questo meccanismo funziona così:
- compare una paura o un dubbio,
- aumenta il bisogno di controllo,
- il cervello entra in allerta,
- cresce la tensione,
- aumentano i sintomi,
- la persona controlla ancora di più.
Così il controllo, messo in atto proprio nel tentativi di ridurre l’ansia, finisce per mantenerla ed alimentarla.
Quando il controllo limita la vita
Più il tempo passa e più le persone iniziano a:
- evitare situazioni imprevedibili,
- controllare continuamente sé stesse,
- fare fatica a rilassarsi,
- vivere in uno stato di tensione costante,
- sentirsi mentalmente esauste.
L’ansia non dipende più soltanto dalla situazione iniziale, ma è direttamente mantenuta dal continuo tentativo di controllarla.
Come può aiutare la Psicoterapia Breve Strategica
La psicoterapia breve strategica lavora sui meccanismi che mantengono:
- ansia,
- ipercontrollo,
- paura dell’incertezza,
- rimuginio,
- attivazione mentale continua.
L’obiettivo è aiutare la persona a interrompere progressivamente il circolo tra paura, controllo e tensione mentale.
Quando chiedere aiuto
Se il bisogno di controllo sta aumentando ansia, stanchezza mentale o difficoltà nella vita quotidiana, intervenire precocemente può aiutarti a recuperare maggiore serenità e flessibilità.
Nel mio studio mi occupo di:
- ansia,
- attacchi di panico,
- ossessioni,
- insonnia,
- ipercontrollo e stress mentale.
Ricevo presso Studio Action, a Ponte Ronca di Zola Predosa, vicino a Casalecchio di Reno e Valsamoggia, e online.
