Paura di morire improvvisamente: il legame con l’ansia
Quando il corpo viene percepito come un pericolo
Le persone che soffrono di ansia o attacchi di panico vivono spesso nella paura intensa:
- paura di morire improvvisamente,
- paura di avere un infarto,
- paura di svenire,
- paura di perdere il controllo del corpo.
Anche sensazioni fisiche comuni possono essere confuse con sintomi gravi e diventare spaventose:
- tachicardia,
- pressione al petto,
- vertigini,
- fiato corto,
- formicolii,
- sensazione di debolezza.
Il cervello interpreta questi sintomi come segnali di grave pericolo e si forma un circolo vizioso tra la paura e i tentativi di eliminarla.
Perché l’ansia sembra così reale
Quando una persona sperimenta uno stato di forte attivazione ansiosa, il suo corpo entra in allerta:
- aumenta il battito,
- cambia il respiro,
- cresce la tensione muscolare,
- aumenta l’attenzione verso il corpo.
In risposta a queste percezioni, la persona inizia a combattere e mette in atto dei tentativi di soluzione come:
- controllare continuamente il cuore,
- monitorare il respiro,
- fare ricerche online sui sintomi che prova,
- chiedere rassicurazioni,
- evitare situazioni percepite come rischiose.
Più aumentano i tentativi di controllo e più il cervello resta focalizzato sul pericolo.
I pensieri più frequenti
Chi vive questo tipo di esperienza spesso pensa:
“Sto per avere un infarto”
“Potrei morire da un momento all’altro”
“C’è qualcosa che non va nel mio corpo”
“Devo tenermi costantemente monitorato”
“Se resto solo potrebbe succedere qualcosa”
Questi pensieri, lungi dal rassicurare la persona, finiscono per aumentare:
- ansia,
- paura,
- tensione,
- ipercontrollo del corpo.
Il circolo che mantiene la paura
Generalmente, il meccanismo che alimenta questo tipo di problemi funziona così:
- compare una sensazione fisica,
- il cervello la interpreta come pericolosa,
- aumenta la paura,
- cresce il controllo del corpo,
- aumentano le sensazioni fisiche,
- la paura diventa ancora più intensa.
Così ogni segnale che proviene dal corpo viene vissuto come una possibile minaccia e una prova certa che qualcosa non va.
Quando la paura cambia la vita quotidiana
Spinte dalla paura, le persone si difendono mettendo in atto comportamenti caratteristici di questa tipologia di problemi:
- evitare luoghi affollati,
- avere paura di restare sole,
- evitare sforzi fisici,
- controllare continuamente la salute,
- vivere in stato di allerta costante.
Con il tempo la paura della paura diventa sempre più limitante: evitamenti, limitazioni e tentativi vari di controllo finiscono per condizionare pesantemente anche le più semplici attività quotidiane.
Perché le rassicurazioni non bastano
Nel tentativo di rassicurarsi, le persone effettuano:
- visite mediche,
- controlli continui,
- esami,
- ricerche online.
Ma anche quando gli esami risultano normali, il cervello continua a restare in allerta e il pensiero va patologie ancora più gravi e difficili da rilevare.
Questo accade perché il problema non è soltanto il sintomo fisico, ma il modo in cui il cervello interpreta quel sintomi e ai tentativi di soluzione disfunzionale messi in atto per controllare la propria paura.
Come può aiutare la Psicoterapia Breve Strategica
La Psicoterapia Breve Strategica lavora sui meccanismi che mantengono:
- paura di morire,
- ansia,
- attacchi di panico,
- controllo del corpo,
- paura delle sensazioni fisiche.
L’obiettivo è aiutare la persona a interrompere progressivamente il circolo tra paura, controllo e attivazione del cervello.
Quando chiedere aiuto
Se la paura di morire sta limitando serenità, libertà o qualità della vita, intervenire precocemente può aiutarti a interrompere il circolo dell’ansia e del controllo costante.
Nel mio studio mi occupo di:
- ansia,
- attacchi di panico,
- paura della salute,
- insonnia,
- ossessioni e ipercontrollo.
Ricevo presso Studio Action, a Ponte Ronca di Zola Predosa, vicino a Casalecchio di Reno e Valsamoggia, e online.
