La differenza tra capire e risolvere un problema
Perché capire non basta a risolvere un problema
Molte persone arrivano in terapia dopo aver già riflettuto molto su sé stesse e sul loro problema:
- hanno analizzato il problema da ogni punto di vista,
- spesso hanno cercato informazioni e letto libri,
- hanno cercato di darsi spiegazioni razionali,
- hanno ripensato continuamente al passato per trovare l’origine della sofferenza.
Eppure, nonostante tutto questo impegno e nonostante le spiegazioni che si sono riuscite a dare sul perché ha avuto origine, il problema continua a essere presente e col tempo la situazione peggiora gradualmente.
Questo accade perché comprendere un problema non significa automaticamente riuscire a modificarlo.
Quando il pensiero diventa parte del problema
Spesso chi riporta problematiche relative a:
- ansia,
- attacchi di panico,
- DOC,
- insonnia,
- problemi relazionali,
passa molto se non tutto il suo tempo a:
- pensare e ripensare al problema,
- analizzare ogni possibile soluzione,
- cercare spiegazioni che diano sicurezza,
- monitorare in continuazione i propri pensieri,
- cercare di controllare emozioni e reazioni.
Ma in molti casi proprio questo tentativo continuo di capire tutto e di controllare tutto attraverso la ragione diventa il fulcro su cui si regge il problema stesso.
Il bisogno di trovare una spiegazione perfetta
Molte persone pensano che trovando una spiegazione definitiva, rassicurante, riusciranno a sentirsi meglio e a risolvere il problema:
“Se capisco il motivo per cui mi sono ritrovato in questa situazione, starò meglio”
“Devo trovare la causa precisa che ha innescato il problema”
“Finché non comprendo tutto alla perfezione il problema resterà”
“Devo analizzare ogni dettaglio alla ricerca della soluzione”
Nel tentativo di risolvere la tensione generata dal problema, la mente entra in un circolo vizioso fatto di:
- rimuginio,
- tentativi di controllo razionale,
- ricerca di spiegazioni rassicuranti,
- nuovi dubbi.
Più aumentano i tentativi di analisi, più la mente resta bloccata nel problema ingigantendone le proporzioni nel corso del tempo.
Perché alcune persone restano intrappolate per anni
Le difficoltà psicologiche si mantengono nel tempo non tanto per l’entità del problema iniziale, di ciò che ha scatenato il tutto, ma per i tentativi ripetuti della persona di:
- controllare,
- evitare,
- ottenere rassicurazioni,
- comprendere tutto perfettamente,
- eliminare completamente paura e incertezza.
Questi tentativi di soluzione disfunzionali vengono mantenuti perché danno un sollievo momentaneo, una speranza, ma ogni volta il problema si ripresenta. La persona allora, invece di cambiare strategia, applica sempre la stessa, convinta di poter ottenere maggiori applicandola con maggior determinazione. Ma non funziona così.
La differenza tra consapevolezza e cambiamento
Capire può essere utile. Molte cose possono essere risolte agendo solo a livello cognitivo.
Ma quando il problema si basa su una logica non ordinaria, non razionale, il cambiamento può avvenire solo quando si passa attraverso le emozioni. La soluzione si ottiene quando cambiano:
- le reazioni,
- i comportamenti,
- i meccanismi che mantengono il problema,
- il modo in cui la persona gestisce paura, controllo e ansia.
Per questo motivo molte persone comprendono perfettamente il proprio problema, ma continuano comunque a soffrirne nel tentativo di risolverlo o abbandonati all’idea non poterlo risolvere più.
Come lavora la Psicoterapia Breve Strategica
La Psicoterapia Breve Strategica non si concentra soltanto sulle cause del problema nel passato, ma soprattutto su:
- “come funziona”,
- “come si mantiene”,
- “cosa lo alimenta nel presente”.
L’obiettivo è aiutare la persona a interrompere i circoli viziosi tipici nei problemi di:
- ansia,
- ossessioni,
- panico,
- insonnia,
- difficoltà relazionali,
- controllo mentale.
Quando il cambiamento diventa concreto
Le persone dichiarano di iniziare a stare meglio quando:
- smettono di combattere continuamente il problema,
- interrompono alcuni meccanismi ripetitivi,
- modificano il rapporto con paura e controllo,
- recuperano spontaneità e flessibilità.
Il cambiamento non nasce soltanto dalla comprensione, ma soprattutto dall’introduzione e dal mantenimento di nuove modalità di gestione del problema che una volta automatizzate diventeranno acquisizioni stabili della persona.
Quando chiedere aiuto
Se senti di aver passato anni a cercare di capire il problema senza riuscire davvero a uscirne, un percorso terapeutico può aiutarti a interrompere i meccanismi che mantengono la sofferenza.
Nel mio studio mi occupo di:
- ansia,
- attacchi di panico,
- DOC,
- insonnia,
- problemi relazionali,
- disturbi sessuali
- stress e controllo mentale.
Ricevo presso Studio Action, a Ponte Ronca di Zola Predosa, vicino a Casalecchio di Reno e Valsamoggia, e online.
